Facebook: Un Pulsante Antipanico Sotto Richiesta della CEOP per Segnalare gli Abusi

ceop2 Facebook: Un Pulsante Antipanico Sotto Richiesta della CEOP per Segnalare gli Abusi

Facebook ha annunciato che ha consentito l’applicazione per il cosiddetto “tasto antipanico” disponibile sul suo sito. che consente agli utenti di segnalare bullismo, tentativi di hacking, contenuti dannosi, proposte sessuali indesiderate e altre forme di abuso sui minori del Regno Unito, grazie alla CEOP , l’organizzazione dietro il lancio del pulsante.

Secondo la BBC, questo inserimento è una vittoria, che è nata dopo mesi di negoziati tra la CEOP e il sito di social networking, che inizialmente ha resistito all’idea.  Nel mese di novembre, erano stati attaccati sia Facebook che MySpace. Bebo è diventata la prima rete per aggiungere il pulsante con MySpace che ha seguito il suo esempio, ma Facebook ha voluto resistere a questo cambiamento , dicendo che i suoi sistemi di reporting erano comunque sufficienti.

Una grande pressione si è abbattuta su Facebook dopo lo stupro e l’omicidio di Ashleigh Hall, un’adolescente di 17 anni, che ha incontrato il suo assassino sul social network.

Quarantaquattro capi della polizia in Inghilterra, Galles e Scozia, hanno firmato una lettera di appoggio alla CEOP per l’ inserimento di un pulsante antipanico su ogni pagina di Facebook, una sicurezza in più per i genitori.

La nuova applicazione si integra in entrambi i sistemi di Facebook e di CEOP, il che significa che il social network ha ceduto alle richieste della CEOP consentendo tale livello di accesso. Ogni abuso segnalato tramite l’applicazione, verrà immediatamente trasferito nei sistemi della CEOP. Facebook promuoverà inoltre il pulsante ai suoi utenti più giovani mediante degli annunci, ma non sarà comunque una funzione pre-installata.

ceop app Facebook: Un Pulsante Antipanico Sotto Richiesta della CEOP per Segnalare gli Abusi

Facebook comunque non ignora i propri doveri. Di recente, ha lanciato il rinnovato Safety Center, con informazioni educative per gli utenti e sezioni dedicate a genitori, ragazzi, insegnanti e professionisti della legge. Ma per una rete in cui la privacy praticamente non esiste più, non è sorprendente che alcuni utenti possano pensare che ci sia la necessità di introdurre risorse al di fuori di Facebook per gestire i danni che questa “nuova vita” potrebbe portare.

Sei a favore di questo pulsante antipanico? Credi che possa essere di aiuto?

Related Posts

Settimana Nera per la Privacy di Facebook