Facebook a Pagamento? Potrebbe Essere Vero…

Non sorprendetevi, i tentativi di Facebook di aumentare la condivisione dei dati degli utenti non hanno esattamente entusiasmato gli intenditori di privacy. La scorsa settimana un consorzio di gruppi, tra cui l’ACLU, la Electronic Frontier Foundation, e la Privacy Rights Clearinghouse, hanno scritto una lettera aperta a Mark Zuckerberg dicendo in sostanza che le modifiche apportate sulla privacy di Facebook non sono abbastanza.
La risposta di Facebook? Non ne vogliono sapere. Non è esattamente quello che hanno detto ma in sostanza è cosi, e puoi visionare una copia della lettera di risposta su Scribd.
Jeff Tinsley, CEO di MyLife.com, ha un’altra idea: se si vuole davvero che Facebook protegga la vostra privacy, li si dovrebbe pagare questo privilegio. No, non è uno scherzo, ha parlato molto seriamente.
L’idea è semplice: Se siete dei clienti paganti, Facebook non ha bisogno di monetizzare i vostri dati attraverso offerte di annunci. Ciò significa che sarà meno motivato a sperperare i vostri dati e più incentivo a mantenere i propri clienti a pagamento felici.
Inoltre Tinsley ha detto: quando si fa unicamente affidamento sulle entrate pubblicitarie, ci si mette in conflitto con i propri utenti. Per massimizzare i ricavi in un business con un modello di pubblicità, è necessario utilizzare le informazioni raccolte dai propri utenti. Gli inserzionisti chiedono l’uso di tali informazioni, che potrebbero mettere sotto pressione Facebook per raccogliere ed esporre sempre maggiori informazioni degli utenti.
Il fatto è che i siti a pagamento sono sempre più comuni. MyLife (ex Reunion.com), addebita agli utenti una media di 9 dollari al mese e fornisce molto meno di quello che Facebook offre ai suoi utenti ogni mese gratuitamente. Il sito di Tinsley ha quasi completamente eliminato gli annunci come flusso di entrate, e ha quasi un milione di clienti che pagano per visionarne i contenuti.
Un piano di abbonamento potrebbe anche motivare Facebook nel fornire un sostegno migliore alla clientela.
Tinsley comunque non è a favore di una pagamento completo per Facebook, ma di un modello “freemium”, magari ottenendo gli aggiornamenti di stato e i post in bacheca gratuitamente, ma pagando per giocare a Farmville o per usare i quiz. Forse Facebook potrebbe limitare il numero di amici che si possono avere, gli aggiornamenti che si possono postare, ecc. Il numero di combinazioni è praticamente infinito.
L’idea di pagare per Facebook vi sembra folle?
Sareste disposti a pagare per Facebook? E se sì, per cosa e quanto?
Postate i vostri pensieri nei commenti qui sotto.

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