Social network e minori: i rischi aumentano
“No a mamma, Internet è pericoloso!” Questa è stata la risposta di molti genitori non avvezzi alle tecnologie di una decina di anni fa; con l’evoluzione ed il passare del tempo l’accostamento internet-male è andato svanendo grazie alle migliori garanzie offerte dal mercato elettronico e al grande coinvolgimento esercitato dalla rete. Prima dell’avvento dei social network, l’interazione tra persone era limitata alla chat: evitare brutti incontri era molto facile e proteggere i propri figli o fratelli non era un’impresa.
I primi anni dei social network sono stati tranquilli: il numero limitato di persone rendeva estremamente difficile incontrare persone con scopi malvagi; oggi invece Facebook & co. sono praticamente utilizzati da tutti. E tra questi tutti, anche i malintenzionati. Il poco rispetto della privacy dei nuovi mezzi di comunicazione consente a chiunque di ottenere importanti informazioni anche dei minori (scuola, città, età, amicizie, ecc). La poca privacy però ha anche un risvolto positivo per la difesa personale: è possibile controllare a sua volta la scheda personale di chi si ha davanti, cercando di intuire se si tratta di una persona reale o meno.
Ma la rete ha permesso non solo l’evoluzione della pedofilia, ma anche del fenomeno del bullismo. Grazie alla condivisione di gruppo e alla facilità di inserimento, i “bulli” hanno a propria disposizione uno strumento ottimo per prendere in giro i compagni di età inferiore. La soluzione a questi problemi è sempre la stessa: non bloccare il mezzo, ma aiutare il bambino ad autodifendersi, riconoscere le minacce ed informare sempre la famiglia di eventuali comportamenti strani di persone conosciute su Internet.
Qualche numero: nel 2011 ci sono stati finora 39 arresti, 685 denunce, 554 perquisizioni e 16.000 siti sotto controllo legati ad abusi su minori.


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